Giulia Brivio
Sono Giulia, insegnante di Yoga , da sempre interessata al corpo come spazio di ricerca, ascolto e trasformazione. Incontro lo Yoga circa dieci anni fa e, da allora, la pratica diventa progressivamente parte integrante della mia vita, fino a trasformarsi in un percorso professionale e di ricerca.
Dal 2020 a oggi ho approfondito la mia formazione attraverso diversi percorsi dedicati allo Yoga e alle discipline del movimento.Parallelamente all'insegnamento, dal 2021 seguo un gruppo di ricerca e pratica dedicato alla storia dello Yoga, dalle origini alla contemporaneità, attraverso lo studio delle immagini, dei testi e delle tradizioni che ne hanno costruito l'evoluzione.
Una parte centrale della mia formazione è il percorso quadriennale presso SFIDY, scuola fondata sull'insegnamento di Nill Hahoutoff e Patrick Tomatis, dove lo studio della pratica corporea si intreccia con i principali testi dello Yoga classico, dagli Yoga Sūtra alle Upaniṣad, e con la tradizione dell'Hatha Yoga di ispirazione tantrica, attraverso testi quali Haṭha Yoga Pradīpikā e Gheraṇḍa Saṃhitā.
La mia ricerca si sviluppa quindi all'incontro tra corpo, respiro, movimento e tradizione.Pratico e insegno Hatha Yoga, Vinyasa Krama, e Yin Yoga, integrando il lavoro sul respiro, la mobilità e l'ascolto corporeo. Il mio approccio nasce dall'attraversamento di metodi e tradizioni differenti e cerca di mantenere insieme due dimensioni: da una parte la precisione tecnica e l'attenzione agli allineamenti; dall'altra la possibilità di utilizzare il movimento come strumento di esplorazione e conoscenza di sé.
Nelle mie lezioni il corpo non è qualcosa da portare verso una forma ideale, ma un luogo da imparare ad abitare.Il movimento diventa così un ponte tra il corpo e il sentire: attraverso l'ascolto, la sperimentazione e la consapevolezza, accompagno il praticante a costruire un rapporto più autonomo con la propria pratica. Il mio insegnamento è, prima di tutto, un'educazione alla libertà: offrire strumenti, non imporre forme; sviluppare conoscenza, senza perdere la capacità di ascoltare; trovare per ogni corpo il proprio modo di praticare.
Una particolare attenzione è rivolta al respiro e alle regioni del corpo coinvolte nei processi di inspirazione ed espirazione, utilizzando il movimento e la preparazione posturale per ampliare progressivamente la libertà respiratoria e sviluppare una percezione più sottile del corpo. La tradizione rimane per me una sorgente, non un limite.
Lo studio dei testi e della storia dello Yoga dialoga continuamente con la pratica contemporanea, perché ciò che riceviamo possa essere nuovamente interrogato, sperimentato e trasformato nel presente.Mi interessa particolarmente lavorare in contesti dinamici, creativi e multidisciplinari, dove il movimento possa essere raccontato non soltanto come allenamento, ma come esperienza di relazione tra corpo, attenzione, respiro e presenza.
Il mio obiettivo nell'insegnamento è accompagnare ogni praticante nella ricerca del proprio giusto sforzo: quello che permette di entrare nella pratica senza forzarla, rispettando i limiti, la storia e le possibilità di ogni corpo.